Dal pellegrinaggio a Canterbury è nata l’idea al pellegrino “Frà mi sforzo” (al secolo Alfredo Montefusco) di “far sforzare” i pellegrini oltre cha a caminare, anche in una “tenzone letteraria”. Così nel 2010 abbiamo avuto il concorso del Lonfo, mentre durante il pellegrinaggio 2011 il concorso delle ninne nanne. Eccone gli eccellenti risultati.
Concorso del Lonfo
Partendo dalla poesia metasemantica di Fosco Maraini “IL LONFO”, si è trasformata a piacere cercando un senso compiuto.
Riportiamo di seguito la poesia originale e le prime tre versioni classificate, più il premio della critica detto “Premio Manzotin” (perché premiato con un’ingente gratifica in euro nonché un’ambitissima scatoletta di manzotin)
(Poesia metasemantica di Fosco Maraini)
Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego, a bisce a bisce sbilenca un poco, e gnagio si archipatta.
E’ frusco il Lonfo è pieno di lupigna, arrafferia malversa e sofolente, se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna, se lugri ti botalla e ti criventa; eppure il vecchio Lonfo, ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa legica busia e …..fa gisbuto e…. quasi quasi in segno di sberdazzi gli affarferesti un gniffo….ma lui…. zuto…..ti alloppa, ti sbernecchia e tu…l’accarezzi.
(1° classificato)
Il Lonfo è un buon pastore che gluisce
e le sue pecorelle barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce a bisce
lui le sbilenca tulle e le archipatta.
E’ buono il Lonfo e pieno d’attenzione,
ma la mattina è sempre incazzereccio
e se ritardi becchi il cazziatone,
se poi cammini troppo ti malversa;
se ti fermi sbiduglia e ti arramazza,
me se sbagli maglietta non c’é versa
ti guarda male e prima o poi si incazza.
Frà Ippocrate da Lucca (al secolo Aldo Mencarini)
Nota del trascrittore: ovviamente il Lonfo qui adombrato altri non è che Frà Bivio.
IL LONFO ( Il piede del pellegrino)
(2° classificato ex aequo)
Il Lonfo non vacilla né oscilla e molto raramente s’impantana,
ma quando sfili il calzino, a poco a poco sbilenca un po’, e mogio s’arriposa.
E’ cotto il Lonfo è pieno di vescica, spellacchieria malposta e puzzolente,
se inciampi ti sbilancia e ti incasina, se scivoli ti sbatacchia e ti arroventa;
eppure il vecchio Lonfo affaticato che spinge e salta ed entra nelle fratte fa logica abrasione
e…va a rinfuso….che quasi quasi in segno di di sberleffo gli arrafferesti un dito…ma lui…
furbo…ti impietosisce, ti intenerisce e tu…..l’accarezzi.
Frà Nando (al secolo Fernando Visione)
IL LONFO
(2° classificato ex aequo)
Il Lonfo non indugia né barcolla e molto raramente molla, ma quando soffia il vento, passo passo rallenta un poco, e ligio si controlla.
E’ determinato il Lonfo, è pieno di energia, nascosta e tenace volontà; se rallenti ti incoraggia e ti spinge, se t’arrendi ti afferra e ti costringe; eppure il vecchio Lonfo affaticato che geme e suda e nei sentieri arranca, fa anche sentita penitenza e….. fa fioretto e….quasi quasi in segno di sostegno gli allungheresti un buffetto….ma lui indomito…ti sorride, t’addita la via e tu ….segui la sua scia.
Sorella Dinella (al secolo Anna Maria Castrucci)
IL LONFO
(Premio Manzotin)
Il lonfo ha forti terga e non gruisce, ma spesso e volentieri si arrabatta; ma quando soffia il greco va in ambasce, sbianca un pochetto e adagio, si compatta.
E’ brusco il lonfo e di indole maligna, spavalderia perversa ed insolente, se ronfi lui ti artiglia, brutta ghigna, se impigri ti controlla e poi si avventa; eppure il vecchio lonfo, ben pasciuto, che pete e mugghia e stronca i tuoi sghignazzi, fa magica pazzia e… fa l’astuto che quasi quasi, lasciando i tuoi sollazzi, gli aggiusteresti il niffo, ma lui…arguto, ti sgroppa, ti sternecchia e tu ….l’ammazzi.
Suor Betty (al secolo Lia Luchi)
Concorso delle Ninne Nanne
I pellegrini hanno trascritto e declamato vecchie ninne nanne, oppure ne hanno realizzate di nuove. A fine pellegrinaggio ce ne sono pervenute altre. In alcuni casi lo scritto è mancante di firma, in altri i valutatori per dare un giudizio imparziale hanno cancellato la firma, che perciò è illeggibile.
Riportata da Silvana Cuzzocrea (1°Classificato ex aequo)
Dormiti beddha dormiti ch’è ura
li beddhi comu a vui dorminu a st’ura.
Dormiti beddha mia faccia di rosa
si vui dormiti la mamma riposa.
Dormiti vui amuri di la mamma
chi cu vi ama di cori nun v’inganna.
Dormiti beddha dormiti ora
li beddhi comu a vui dorminu ancora.
Scritta da Teresa Iorio
(1°Classificato ex aequo)
Chista canzoni mi nasci ru cori
a ninna nanna pu lu me amori
rormi fighiuzzu, rormi piccino
ca a tò mamma ti resta vicinu
rormi tesoru, rormi angiolettu
sta stella che brilla illumina u lettu
sorridi stu figghiu, sorridi sta rosa
e na carezza su u labbru si posa
e mentre ti canto sta ninna nanna
tu m’assorridi e fai la nanna
rormi figghiuzzo picculu sciuri
figghiu u cielo, figghiu i l’amuri
Riportata da Fiorello Cataldi (2° Classificato)
Tu sei la nuvola, io sono il vento,
Ti porto lassù per farti contento.
Vai dietro al monte nuvola bianca,
perché hai sonno, perché sei stanca.
Stai coperto dammi le mani, dormi
tranquilla fino a domani.
L'Angelo azzurro ti veglierà
con la mamma ed il papà.
Dormi tranquilla nuvola bianca,
perché hai sonno, perché sei stanca.
L'Angelo azzurro ti veglierà ,
tu sei l'amore di mamma e papà.
Riportata da Giuseppina Salvadori, avendola ascoltata dalla zia Costanza Paoli (3° Classificato)
Fa la ninna, fa la nanna
fra le braccia della mamma,
ninna nanna ninna nà
fra le braccia del papà.
Sogna un mondo tutto bello
dove l’uomo è tuo fratello,
le stelline di lassù,
strizzan l’occhio e fan cucù.
Dormi dormi mio tesoro
sogna gli angeli che in coro
cantan tutti in bella festa,
aspettando che tu cresca;
bello e buono e ancor di più
come fu il Bambin Gesù.
Senza nome
Ninna nanna
ninna nanna
poggia il capo il pellegrino:
boschi ombrosi
verdi prati
grandi fiori colorati
e Morfeo che l’accompagna
ninna nanna
ninna nanna.
Francesca Civile
Ninna oh ninnaoh
questo bimbo a chi lo dò?
Se lo dò alla Befana
se lo tiene una settimana
Se lo dò all'Uomo Nero
Se lo tiene un anno intero.
Se lo dò al Pellegrino
se lo attacca al bordoncino!
Ninnananna, girotondo,
se lo porta per il Mondo!
(firma illeggibile, Liliana Modena?)
Maria lavava
Giuseppe stendeva
Il bimbo piangeva dal freddo
che aveva.
Perché piangi o figlio che ora
ti piglio.
La neve sui monti scendeva
pian piano.
Maria col suo velo copriva
……Gesù!
(firma illeggibile)
Un giorno all’improvviso
la luna si stancò
di guardare il mondo di lassù
prese una cometa il viso si velò
per le vie del cielo se ne andò
sorpresa fu che la bianca distesa
non fosse neve erano solo sassi
i piedi si ferì
per affrontare il mondo a piedi nudi non si può
piangendo di nascosto fino in cielo
a spiare il mondo ritornò.
(Lia Luchi)
Fai la Nanna amore bello
che nel sonno c’è un castello
con tre mici alla finestra
e una piccola canestra
dove sette topolini
fan la Nanna sui cuscini.
Fai la Nanna fiorellino
che nel sogno c’è un giardino
pieno zeppo di alberetti
da cui pendono confetti
e lunghissimi festoni
di canditi e di torroni.
Fai la Nanna mio tesoro
che di angioli un bel coro
ti accompagni fino a giorno.
E sul bordo del lettino
c’è un angelo piccino
che ti attende per vegliarti
col sorriso birichino
(due versioni della stessa ninna nanna, cambia il finale, entrambe non firmate)
Stella stellina
la notte si avvicina
la fiamma traballa
la mucca è nella stalla
la mucca col vitello
la pecora con l’agnello
la chioccia coi pulcini
---finale 1---
la gatta coi gattini
la capra ha il suo capretto
la mamma ha il suo bimbetto
ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna
ninna nanna ninna nanna.
---finale 2---
la mamma coi bambini
ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna
(Ivana e Vinicio)
Nanna nanna o nanna
una storia ti narrerò
A come armatura
B come bravura
C come canaglia che in questura andrà
D come diamante
E come elefante
F quel furfante che in questura andrà
G c’è tanta gente
H non c’è niente
I immediatamente
alla L passerò
L l’animale
M meno male
N è Natale
I incontriamo l’orso
P come Pinocchio
Q questo marmocchio che stasera abbraccerò
R come Roma
S come strada
T tutte le strade che a Roma porterò
U che bella storia
V ti ho raccontato
Z ho tanto sonno e a letto me ne andrò
sotto le coperte tutte le parole
fanno capriole e una fiaba sognerò.
(firma illeggibile, Luciana Tarchiani?)
Ninna nanna ninna oh !
questo bimbo a chi lo do?
Se lo do alla Befana
me lo tiene una settimana.
Se lo do al lupo nero
me lo tiene un anno intero.
Se lo do al lupo bianco
me lo tiene tanto tanto.
Ninna nanna ninna oh
questo bimbo a chi lo do!!
(firmata: “Julia, S.O.S” - Giuliana Giannini o Giuliana Sardelli?)
Serra, serrante…..
le pecorine sante…..
il cocco del colombo…
Gesù ti ha messo al mondo…
con la ghirlanda in testa..
Gesù ti fa la festa….
la festa ed il festino…
Viva, viva, Gesù Bambino
(Gabriella Vannucci)
Dormi dormi piccolino,
e i tuoi sogni di bambini
ricchi sian di cose belle
mentre ti cullano le stelle
sogna di maghi e di fate
di avventure incantate che
nel regno fantasia
potrai viver con magia
le tue ore della nanna
siano dolci come panna
dormi dormi piccolino
sogna fino a domattina .
(Gabriella Vannucci)
Nanna oh, nanna oh,
il mio bambino a chi lo do:
lo darò al suo angiolino
che lo tenga in sul mattino;
lo darò alla befana
che lo tenga una settimana.
Nanna oh, nanna oh,
lo darò al suo bambino
che lo tenga a se vicino ;
lo darò a Gesù e Maria
fai la nanna e così sia.
Nanna oh, nanna oh,
Nanna oh, nanna oh.
(cantata dalla nonna di Rosanna Fenili)
Passa a cuccia cagnaccio nero
che questa bimba non te la do.
La voglio dare a Dio del cielo
Passa a cuccia cagnaccio nero.
Oh! Oh! Oh! Oh!
Questa bimba non te la do.
Passa a cuccia cagnaccio nero
che questa bimba non te la do.
La voglio dare alla Befana
che la tenga una settimana.
Oh! Oh! Oh! Oh!
Fai la ninna coscino di pollo
che stasera torna papà,
ha portato le scarpe alla bimba e gli zoccoli a mammà.
Oh! Oh! Oh! Oh!
(riportata e spiegata da Ottimo Pioli che ne cita come fonte Gildo dei Fantardi)
E’ stato il vento
che ha buttato giù la canna
bimbo bimbo fai la nanna
che il tuo babbo vuol dormir
spiegazione di Ottimo:
Questa ninna nanna era cantata nella zona dell’Appennino Tosco Emiliano della provincia di Lucca e Reggio Emilia. Come in molte filastrocche popolari il suo senso nascondeva un doppio senso: la canna appoggiata alla casa in posizione verticale era il segnale per l’amante della moglie che il marito era in casa, la canna poggiata a terra significava via libera. In questo caso la posizione a terra era stata causata dal vento, per cui il canto accorato della madre aveva il duplice scopo di ninna nanna e di avvertimento.
(scritta da Simonetta Moroni e Franca Bianchi che annotano:
Questa filastrocca, nata per essere una ninna nanna, è diventata uno scherzo giocoso per ricordare il nostro cammino sulla Via Francigena in territorio francese e svizzero, annus domini 2011).
Questa storia molto bella
assomiglia a una novella:
è la storia di un bambino
sempre in groppa al cavallino.
Rit. Cavallino arrò arrò
prendi la biada che ti do,
per andare sulla via,
la più antica che ci sia!
Questa via parte di Francia
per finire in Terra Santa.
Sigerico gran Prelato,
per andare dal Papato,
la percorse trafelato…
e ogni tappa ci ha lasciato!
San Francesco già la fece,
pellegrin senza pretese,
Santa Verdiana lo imitò
e a Santiago si recò.
Si attraversan boschi e monti,
laghi, fiumi e tante fonti.
Non temere i lupi neri
che percorron altri sentieri!
E se incontri qualche zecca,
chiedi ausilio a Turchinetta!
Rit. Cavallino arrò
arrò
prendi la biada che ti do,
per andare sulla via,
la più antica che ci sia!
Stai ben attento piccolino
ai castelli sopra i monti!
Il brigante Birichino,
là ti aspetta col suo inchino!
Cra, cra, cra… cra, cra, cra…
le ranocchie eccole qua!
Un concerto rumoroso
per un bimbo assai gioioso.
Sogna, sogna mio piccino,
nei boschetti dei folletti,
dei guerrier Celti e Romani
che poi vengono alle mani.
Spade, clave e gran sgambetti,
sono tutti un po’ vecchietti,
ma la sera per mangiare,
smetton tutti di lottare.
Ad un tratto, olì olà,
ognuno in pace se ne va.
Corri-corri, salta e balla
per la strada dei giullari,
dei viatori, dei mercanti,
di briganti e saltimbanchi…
l’angioletto Serafino
sempre, sempre avrai vicino!
Rit. Cavallino arrò arrò
prendi la biada che ti do,
per andare sulla via,
la più antica che ci sia!
Questa storia molto bella
che assomiglia a una novella,
è la storia di noi tutti:
storia d’ogni pellegrino
che intraprende il gran cammino
e nel cuor torna bambino.
(riportata e spiegata da Laura Comi)
Dondo campana
è morta Verdiana
un sacco di ceci
venite lucchesi!
Spiegazione di Laura:
con questa ninnananna si vuole ricordare Santa Verdiana di Castelfiorentino.
Vissuta nel 1200, Santa Verdiana con questa ninnananna viene ricordata nei secoli.
A Castelfiorentino c’è un altarino e una chiesa, con museo di ricordi lasciati da Santa Verdiana.
Verdiana è una santa pellegrina, andò a piedi a Roma e a Santiago di Compostella.
Giunta a casa con i piedi consumati dai viaggi, Verdiana si fece costruire intorno una cappellina, lì visse gli ultimi anni; faceva camiciole a calza e in cambio riceveva viveri. Due serpi le chiedevano il cibo; quando Verdiana non aveva nulla, le serpi la picchiavano con la coda. Ma gli abitanti di Castelfiorentino inseguirono le serpi e ne uccisero una: il suo teschietto sta nel museo insieme con i ferri da calza e una statuina di Sant’Iacopo di Compostella.
Quando morì le campane suonarono da sole e un bambino che non sapeva parlare disse: ”E’ morta Verdiana”.
Spiegazione della ninna nanna:
Dondo campana (la campana suonava da sola)
è morta Verdiana (lo dice il bimbo piccino)
un sacco di ceci (Verdiana dava tutto ai poveri e vuotò il sacco dei ceci: fu rimproverata e allora
pregò per tutta la notte e il sacco si riempì)
venite Lucchesi! (Ricorda l’esodo dei lucchesi fuoriusciti per motivi politici nel medioevo, trovarono ospitalità in Valdelsa, stimati e accettati da tutti.
A Collevaldelsa c’è la Torre dei Lucchesi accanto alla Torre di Arnolfo di Cambio)
(Patrizia Malanca)
Buonanotte pellegrino, con la sveglia sul comodino,
con il buco nel calzino, buonanotte pellegrino.
Buonanotte pellegrino, che sia lieve il tuo cammino,
e non gelido il mattino, buonanotte pellegrino.
Sotto il sole, pioggia o vento non si rompa l’ombrellino,
della scarpa sull’asfalto non si scolli il solettino.
E se il piede è incerottato, il ginocchio un po’ ingrippato,
lo zainetto troppo peso e infinito il tuo cammino,….
…buonanotte pellegrino, dormi ben sin al mattino.
I testi delle ninne-nanne che seguono sono stati prelevati dal volumetto “Girotondo di filastrocche” edito da G.ED EDIZIONI che ne contiene molte altre ed inviateci da Mario Giugni
“FATE LA NANNA COSCINE DI POLLO”
Fate la nanna coscine di pollo
che la mamma vi ha fatto un gonnello
ve l’ha fatto con lo smerlo attorno
fate la nanna coscine di pollo.
Ninna nanna, ninna o
oh, bambino della mamma
della mamma e di Gesù
il bambino non piange più.
Fate la nanna begli occhi di sole
il letto è fatto di tutte le viole
e le coperte di panno sottile
fate la nanna begli occhi di sole.
Ninna nanna, ninna o
oh, bambino della mamma
della mamma e di Gesù
il bambino non piange più.
“NINNA NANNA, NINNA O”
Ninna nanna, ninna o,
questo bimbo a chi lo do?
Lo darò alla Befana
che lo tiene una settimana;
lo darò all’uomo nero
che lo tiene un anno intero;
lo darò all’uomo bianco
che lo tiene finché è stanco;
lo darò al saggio folletto
che lo renda uomo perfetto!
“DORMI BIMBO FAI LA NANNA”
Dormi bimbo, fai la nanna
qui con te c’è la tua mamma,
dormi bimbo chiudi gli occhi
stan dormendo anche i balocchi,
dormi bimbo nel tuo letto
ti protegge un angioletto,
dormi bimbo fai buon sonno
ti protegge anche il tuo nonno,
dormi bimbo resta qua,
c’è la mamma e c’è il papà.
LIBRI
L’Associazione de “I Pellegrini della Francigena” quando, tra due anni avrà completato i pellegrinaggio sull’intera Francigena da Canterbury a Gerusalemme, prevede di stampare una propria opera che descriva l’impresa a piedi di 50 e più persone su un percorso di oltre 2700 km.
Attualmente
ha prodotto un libercolo di 64 pagine che raccoglie il “Diario dei
pellegrini” che raccontano l’esperienza e l’emozioni vissute da 51 di
loro, nei 19 giorni in cui nel 2008 hanno percorso l’intera Palestina da S.
Giovanni d’Acri a Gerusalemme.
Segnaliamo
altresì un’opera particolarmente significativa “Santiago di Compostela
– Oltre e tutto” scritta da Jean Charles Leroy, priore dell’Abbazia di
Sant’Antimo.
Per
noi pellegrini che abbiamo già fatto il Camino di Santiago o che prevediamo di
effettuarlo, visto che rappresenta il pellegrinaggio per antonomasia, è questo
uno scritto composto da una persona di fede che ha vissuto intensamente questa
esperienza, cogliendo momenti di alta spiritualità.
L’opera
presenta una grafica molto gradevole e tante bellissime immagini del Camino; è
stata stampata nel 2006 a Siena dalle Edizioni Cantagalli e si può trovare
nelle principali librerie o direttamente all’Abbazia di Sant’Antimo.